Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l'altro. E scoppiò a ridere. [...] passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? [...] Era come una magia, come la bellezza. {M.Z.}

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sabato 27 settembre 2014

Recensione: "Storia di una ladra di libri" di M. Zusak


.Storia di una ladra di libri.
di Markus Zusak

Titolo: Storia di una ladra di libri
Autore: Markus Zusak
Editore: Frassinelli
Collana: Narrativa
Prezzo di copertina (rigida): 16,90 €
Voto:perfetto



È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.




Quando riporto in una recensione la trama del romanzo la cerco sempre su ibs.it, perchè di solito è il sito più affidabile. Anche per "Storia di una ladra di libri" ho scelto questo sito, e poi, per curiosità, sono andata a leggere le recensioni. 
Non mi sarei mai aspettata di vedere voti così bassi e critiche tanto forti. Soprattutto perchè la maggior parte delle cose criticate sono invece quelle che mi sono piaciute di più. 
Come potete ben capire dalla valutazione in stelle, ho considerato questo romanzo perfetto, e ve ne spiego i motivi con piacere.
La Morte si rivolge al lettore, in prima persona, per raccontare la storia di Liesel Meminger. Mi è piaciuto molto lo stile narrativo usato dall'autore, perchè è molto spontaneo. A volte leggermente confusionario, con tante anticipazioni, in alcuni punti prolisso, in altri sbrigativo. Ma non è proprio così che noi raccontiamo le cose ai nostri amici? Questa spontaneità, per me, ha reso il romanzo più coinvolgente, reale e scorrevole.
La storia. Veramente molto bella. Un po' come nel film Titanic, dove una tragedia viene raccontata attraverso la storia personale di due giovani innamorati, anche qui un importante periodo storico viene narrato attraverso la vita di una ragazzina che ha vissuto in quegli anni. La Germania nazista e le parole condizionano la giovane Liesel molto più di quanto lei stessa immagina, e molto più di quanto l'autore dica apertamente.
I personaggi non sono moltissimi, ma tutti lasciano il segno in qualche modo, anche quelli marginali o che incontriamo solo alla fine. Per me i personaggi sono la cosa più importante di un romanzo. Se non sono gestiti bene, anche se la storia e lo stile sono favolosi, il romanzo perde tantissimi punti. Al contrario, se storia e stile non sono granché, ma i personaggi sono caratterizzati in modo impeccabile, per me si tratterà comunque di un buon romanzo. Ed i personaggi di "Storia di una ladra di libri" valgono decisamente la lettura. I miei preferiti sono, senza dubbio, Hans Hubermann (padre adottivo di Liesel), Rudy Steiner (il migliore amico della ragazzina) e Max Vandenburg (l'ebreo che la famiglia Hubermann nasconde in cantina per un certo periodo di tempo). Anche la stessa Liesel mi è piaciuta molto. 
Ho qualche altra considerazione da fare, ma la farò nella sezione con spoiler. Qui concludo dicendo che prima di leggere il libro avevo visto il film, bellissimo anch'esso, e che vi consiglio sia la versione letteraria che quella cinematografica di questa storia :)  


Il fatto che la narratrice, ossia La Morte, anticipi alcuni eventi, a me è piaciuto moltissimo. In primo luogo, come ben sapete, io amo gli spoiler :P e poi è una cosa originale che ravviva la narrazione, piuttosto che rovinarla. Però forse io sono di parte xD
Certamente è un romanzo triste, poichè alla fine gli unici a sopravvivere alla guerra sono la protagonista, la silenziosa moglie del sindaco della cittadina in cui è ambientata la storia, e Max, che aveva molte più probabilità di morire di tutti gli altri. E' triste, sì, ma è anche realistico. Un lieto fine per tutti sarebbe stato troppo falso e semplicistico. In questo modo, invece, si può apprezzare di più la storia.
Vengono approfonditi e trattati bene i rapporti di Liesel con tutti gli altri personaggi. In particolare ho apprezzato l'amicizia tra Liesel e Rudy, e l'amicizia tra Liesel e Max. 
La prima era un'amicizia alla luce del sole, anche più di una semplice amicizia. I due ragazzini si sono sostenuti a vicenda ed è solo grazie alla presenza dell'altro che la guerra non è riuscita a far perdere loro ogni briciolo d'infanzia E' soprattutto grazie al padre adottivo e a Rudy se Liesel è riuscita a sorridere in quegli anni così terribili della sua vita. 
La seconda, invece, non era solo un'amicizia segreta. Era un'amicizia proibita. Credo si possa dire che Max abbia vissuto attraverso Liesel per anni, grazie ai racconti della ragazzina e ai libri che leggeva per lui per fargli compagnia e non farlo sentire completamente solo. Lui non possedeva nulla, eppure è riuscito lo stesso a ringraziare Liesel attraverso dei regali: storie e parole. Secondo me l'importanza dei libri e delle parole in questo romanzo emerge proprio dall'amicizia tra Liesel e Max. 




8 commenti:

  1. Ho adorato Storia di una ladra di libri: ha un taglio particolarissimo, ma è così profondo e intenso che continuo a consigliarlo e a considerarlo una delle migliori letture dell'anno.
    Anch'io ho trovato tantissime opinioni negative soprattutto su particolari e caratteristiche che ho apprezzato di più. A questo proposito condivido le tue idee nella sezione "spoiler": non riesco a capacitarmi quando questo romanzo non viene amato. Il punto di vista offre un taglio piuttosto originale, la storia di Lindsey e dei suoi amici è tutt'altro che semplice...
    Non posso farci niente: sono di parte anch'io u.u

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    1. In fondo i gusti sono gusti, però dispiace sempre quando un romanzo che abbiamo amato viene criticato pesantemente. L'importante è che a noi sia piaciuto <3

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  2. L'ho letto quest'estate e mi ha commosso tantissimo <3

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    1. Anche a me. L'ho trovato un romanzo molto profondo :)

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  3. Sarà una delle prossime letture che farò *-* già mi ispirava, adesso ancora di più, grazie a questa recensione *-* anche se non ho letto lo spazio spoiler perché li odio xD e mi toccherà vedere anche il film, allora*-*

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  4. é piaciuto molto anche a me :) su tutti i punti di vista, ho pianto nel finale..ma anche se soggettivo a me le anticipazioni della morte mi hanno un po' infastidito, penso che per come sono fatta io avrei nettamente adorato il colpo di scena, l'anticipazione che più mi ha disturbata è stata la morte di Rudy non sai quando accadrà, ma stai li a leggere con la convinzione che non può di certo esserci un buon finale tra i due ragazzini. Bella recensione cmq ;)

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    1. Mi dispiace che le anticipazioni della morte ti abbiano disturbata :( Ti consiglio l'altro romanzo di questo autore, lì anticipazioni non ce ne sono :)
      Grazie ^_^

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